Oggi, martedì 27 ottobre, il museo “Casa di Osiride Brovedani” resterà chiuso.

IL MUSEO CASA DI OSIRIDE BROVEDANI

Perché visitare il museo “Casa di Osiride Brovedani”?
Per conoscere attraverso la vita di uno dei benefattori della città, el signor Fissanla storia della Trieste del Novecento, che si intreccia con la deportazione nei campi nazisti e il successo imprenditoriale di Osiride Brovedani.

 

Quelli esposti non sono solo luoghi del passato e oggetti in vetrina, ma racchiudono in sé un concentrato di storie ed esperienze, anche tragiche, che servono a sollecitare le domande fondamentali intorno all’identità delle persone, ad aggiungere storie e riflessioni alla nostra conoscenza.

 

Dal punto di vista storico, si vuole creare un centro di studio e di didattica per mantenere viva e presente la memoria della Shoah, contribuire alla promozione dei valori dell’uguaglianza, della pace tra i popoli e di accoglienza di ogni diversità, contro ogni forma di razzismo e di discriminazione fra gli uomini.

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Il tutto per trasmettere l’insegnamento che con la sua vita ha lasciato: la forza di credere in se stessi e nelle proprie risorse, di implementarle attraverso il coraggio e la disciplina, e di non lasciarsi piegare dalle avversità della vita, ma di utilizzare nel bene e nel male ciò che accade, sviluppando un livello di resilienza che permetta la realizzazione dei propri obiettivi. 

Raccontiamo una storia di successo nonostante la sofferenza, per comunicare la volontà di non arrendersi, di vivere a fondo la propria vita e la propria esperienza, di mettersi in gioco in prima persona e cercare di realizzare qualcosa di buono per sé e per la comunità in cui si vive e in cui si vuol lavorare.

Il Museo Casa di Osiride Brovedani è stato concepito come un ritorno alle origini. Inaugurato l’11 febbraio 2013, precisamente a 120 anni dalla nascita del “signor Fissan”, è stato sottoposto a un riallestimento ed ampliamento degli spazi e riaperto al pubblico il 19 settembre 2017.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

L’esposizione si snoda attraverso cinque ambienti, organizzati in senso cronologico e contraddistinti da sfumature cromatiche diverse. L’allestimento offre al visitatore i momenti salienti della vita di Osiride Brovedani: dall’infanzia al lavoro come giornalista, passando per il primo stabilimento Fissan, quello appunto nello scantinato dello stabile stesso, fino all’emozionante spazio dedicato all’esperienza della deportazione, per poi tornare al mondo libero post conflitto, denso di ritrovata vitalità. Appartengono a questo ultimo periodo l’amore per la fotografia e la montagna, e l’incredibile espansione dell’azienda Fissan. E poi gli anni ’70 e ’80, con la costituzione della Fondazione, il Convitto e la Casa Albergo.

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Accanto a documenti e foto d’epoca, le testimonianze dei primi impianti industriali e l’avventura Fissan, iniziata nel 1930 e portata avanti con spirito di intraprendenza fino al 1944, anno della deportazione.

 

A questa tragica parentesi viene dedicato ampio spazio, sia fisico che emotivo, che culmina con l’incontro con la casacca da deportato, ritrovata in una soffitta ed esposta per colpire il visitatore con tutto il suo impatto storico e umano. Le lettere spedite dal campo di concentramento e il diario scritto durante la prigionia sono gli altri pezzi forti della collezione: leggere dalla calligrafia microscopica e ordinatissima le atrocità viste e vissute, trasmette in maniera molto vivida e cruenta la drammaticità dell’esperienza.

 

Con il rientro di Osiride dalle zone di guerra nel 1945, anche l’esposizione si alleggerisce e prende i colori delle varie sezioni in cui è suddivisa: giallo, rosa, azzurro e verde per sottolineare momenti diversi della vita e della storia del benefattore e di tutto ciò che la Fondazione Brovedani ha potuto realizzare negli anni grazie all’iniziale lascito generoso della moglie del “signor Fissan”, il cui testamento originale è a disposizione per la visione. Uno degli spazi è dedicato alla storia della Casa Albergo di Gradisca, con l’esposizione del plastico della struttura realizzato da Michele Caldarola.

 

L’allestimento si avvale di supporti multimediali con animazioni digitali e applicazioni interattive.

INFORMAZIONI UTILI

L’ingresso al museo “Casa di Osiride Brovedani” è gratuito.
Ingresso accessibile da via San Marco (con ascensore).

 

Per gruppi (min 8 persone) sono possibili anche visite fuori orario: contattare il numero 366-6766799 oppure scrivere a museo@fondazionebrovedani.it.

 

ORARI DI APERTURA:

Martedì: 15.00 – 18.00

Giovedì: 10.00 – 13.00

Domenica: 10.00 – 13.00 ogni 1a e 3a domenica del mese

 

Situata nel quartiere San Vito a Trieste, la struttura non dispone di un parcheggio privato. 

LA VISITA

La collezione museale e l’archivio storico con i documenti originali del secolo scorso non è che lo spunto per iniziare un percorso alla scoperta della storia del XX secolo attraverso questo eclettico personaggio e il mondo che gli ruotava intorno.

 

Molta attenzione viene riservata agli aspetti educativi che un’esperienza come la deportazione può insegnare: durante la visita vengono veicolati valori quali la resilienza, la fiducia in se stessi e la volontà di riuscire. Fondamentali per riflettere sono l’esposizione dell’archivio storico, del manoscritto del diario della prigionia (il cui pdf è gratuitamente scaricabile qui) e della famigerata casacca da deportato.

 

Attraverso l’itinerario predisposto e le esperienze didattiche, gli alunni potranno approfondire la conoscenza della storia e della geografia europea del XX secolo, vivendo la storia economica tramite le innovazioni tecniche implementate dall’industria Fissan.

 

 

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La Casa Albergo
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CONTATTI

Sede legale

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Sede operativa

Museo Casa di Osiride Brovedani

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Cell. +39 366 6766799
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museo@fondazionebrovedani.it

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Via Eulambio, 3 – 34072 Gradisca d’Isonzo (Gorizia)
Tel. +39 0481 967511 / 0481 967522
Fax. +39 0481 960591
segr@fondazionebrovedani.it
fondazionebrovedani@postecert.it

Come raggiungerci

Il Museo Casa di Osiride Brovedani si trova a 200 metri dalla Pam di Campi Elisi e può essere raggiunto con i mezzi pubblici.

 

Dalla Stazione dei treni: autobus 8.

 

Dal centro città: autobus 29.